Comunicato del 03/02/2013
intervista rilasciata a Giuliano Molossi della Gazzetta di Parma

Pietro Lunardi dà l'addio alla politica. Dopo cinque anni da ministro, due da senatore e cinque da deputato, dice basta.
Qual è il bilancio di questa esperienza?
Bisogna distinguere. E' stato molto interessante e stimolante fare il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture. Al contrario è stata invece molto deludente e frustrante la parentesi parlamentare. Il singolo deputato non conta nulla, decidono tutto i gruppi. Per uno come me che ha voglia di fare è decisamente un lavoro noioso. 

Non sono troppi i parlamentari?
Certo. Io li dimezzerei.

A proposito dei costi della politica, quali altri provvedimenti andrebbero adottati?
Io abolirei il finanziamento pubblico ai partiti. Chi gode della fiducia dei cittadini, non ha bisogno di ricevere  risorse pubbliche.

 Andremo a votare con la stessa legge elettorale. Cosa pensa del «Porcellum»?
E' orribile. Io sono per il proporzionale con le preferenze. Non si può impedire alla gente di scegliere da chi farsi rappresentare.

Cosa pensa della discesa in campo di Berlusconi?
Ha fatto bene a gettarsi nella mischia per due motivi. Il primo è che lui in campagna elettorale è un fenomeno e lo straordinario recupero del Pdl lo dimostra. 

Il secondo è che era necessario candidarsi per tenere insieme il partito che rischiava di andare alla deriva. Però io penso che dopo le elezioni, che secondo me finiranno con un pareggio, Berlusconi debba fare un passo indietro e lanciare al suo posto qualcuno che possa dialogare con Monti.
 Al Pdl manca un Renzi?
Purtroppo sì. Renzi è stato ghettizzato dai comunisti. Avrebbe dovuto lasciare il Pd e mettersi a capo di una nuova forza moderata e centrista. Sarebbe stato un grande successo.

 Torniamo al bilancio della sua attività politica. Quali sono state le maggiori soddisfazioni?
Sostanzialmente due. La legge obbiettivo che ha consentito di aprire cantieri per 60 miliardi all'anno e la patente a punti che ha salvato e salva ogni anno migliaia di vite umane. Pensi che nel 2001 avvennero 8200 incidenti mortali. Nel 2012 sono stati 3800. Comunque c'è ancora molto da fare per affrontare il tema delle conseguenze o meglio del calvario che devono subire le famiglie delle vittime. Famigliari che il più delle volte sono in balia delle associazioni dei familiari vittime della strada che hanno proliferato negli ultimi anni e che non sempre riescono a dare delle risposte in maniera adeguata. 

A questo scopo è stato chiesto al governo che tipo di iniziative intendesse adottare al fine di individuare una adeguata sede istituzionale di confronto e dibattito con i famigliari delle vittime. 
In dicembre io ho presentato un'interrogazione parlamentare; il ministro Passera mi ha risposto dichiarandosi favorevole alle più ampie forme di tutela delle vittime della strada e dei loro famigliari. In particolare, individuando in una sede istituzionale di di confronto fra le amministrazioni interessate il luogo miglioreper risolvere i problemi del dopo-incidente. Sede che verrà creata nell'ambito della consulta nazionale per la sicurezza stradale istituita presso il Cnel.

Questi i successi. E le maggiori delusioni?
Ci sono due punti molto importanti che voglio sottolineare e sui quali si è fatto troppo poco. Il primo: nello sport e nella politica quando circolano troppi soldi c'è sempre del malaffare. Il secondo: dove c'è la povertà prolifera la malavita, ci vuole una migliore redistribuzione delle risorse su tutto il territorio, più investimenti nel Sud. Se noi lavorassimo su questi due aspetti risolveremmo molte cose in questo Paese.

Quando lei parla di mancati investimenti nel Sud, allude alla mancata realizzazione del ponte di Messina?
Certo. Doveva diventare una calamita per lo sviluppo. Monti dice una bestialità quando afferma che la costruzione del ponte non è prioritaria. E lui sa bene che esistono dei finanziamenti esteri che potrebbero arrivare domani mattina. Il Qatar, ad esempio, lo finanzierebbe subito perché interessato ad avere una presenza strategica in Sicilia.

 Onorevole Lunardi, chiedendole delle delusioni pensavo che lei facesse cenno anche alle sue disavventure giudiziarie...
Il mio problema giudiziario con il tribunale dei ministri del maggio 2010 che mi vedeva accusato per ipotesi di corruzione in concorso con il cardinale Sepe, si è risolto nel maggio 2012 con la definitiva archiviazione del caso. L'accusa prendeva spunto dall'acquisto da parte mia nel giugno 2004 di un immobile nel centro di Roma di proprietà del Vaticano, pagato tramite mutuo ipotecario, ad un prezzo la cui definizione era satata fatta dalla stessa banca tutolare del mutuo. 

L'accusa, che si fondava su risultante investigative, non solo in sè inconsistenti, ma spesso artefatte, talora del tutto inventate, si è dimostrata, da un lato infondata, come testimoniato nel merito dai pareri espressi da parte della Giunta della Camera dei deputati per le autorizzazioni a procedere presieduta dall'onorevole Castagnetti e da parte della Corte di Cassazione; dall'altro l'accusa si è dimostrata nulla in quanto le informazioni di garanzia ai due interessati vennero formulate nel giugno del 2010 quando i fatti dell'oggetto erano già prescritti da tempo. 
In definitiva, il risultato di questa spiacevole vicenda è stato che l'accanimento politico nei confronti della mia persona da parte di qualche magistrato e di buona parte della stampa si è dimostrato ingiustificato e infondato. Tutto questo mi ha arrecato un gravissimo danno sotto il profilo dell'immagine, danno che, in un Paese come il nostro, mai nessuno potrà ripagare. 
Nel corso di questi 12 anni di attività politica, lei cosa ha fatto per la sua città?
 A Parma voglio bene. Quando ne ho avuto la possibilità, attraverso l'azione del governo, dal 2001 al 2006, ho portato a Parma risorse statali per interventi urbanistici ma anche e soprattutto a favore delle nostre tradizioni musicali e culturali. Abbiamo fatto decollare il Festival Verdi ma purtroppo il successore del sindaco Ubaldi è riuscito a vanificare tutti i nostri sforzi.

Colpa di Vignali?
Vignali è stato un completo disastro. Ma quello di oggi che ha travolto lui e Villani è uno scandalo annunciato.

Per quali motivi?
Essenzialmente due. Il primo: è stato un tragico errore candidare Vignali dopo Ubaldi anziché Maria Teresa Guarnieri che sarebbe stata bravissima. Il secondo: il capolavoro dei vertici del Pdl che qualche anno fa mandarono a Parma un commissario politico, Lupi, per riorganizzare il partito. Lupi è stato devastante. L'uomo sul quale aveva puntato, Luigi Villani, oggi è agli arresti. Il Pdl che a Parma era arrivato al 29 per cento dei consensi alle ultime amministrative ha ottenuto il 4 per cento. E la cosa più vergognosa è che Lupi, come premio per il disastro prodotto a Parma, viene presentato di nuovo dal partito come candidato in Lombardia.

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